Matteo Messina Denaro

Redazione Ianua

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L’arresto come occasione di evoluzione sociale

a cura di Mario Altieri

Se è vero che con l’arresto di Matteo Messina Denaro – tra i capimafia più potenti di Cosa Nostra e latitante per 30 anni – si chiude simbolicamente il capitolo sulla cosiddetta generazione stragista, di cui Messina Denaro era l’ultimo esponente ancora in libertà, è altrettanto indubbio che un nuovo capitolo si dovrebbe doverosamente aprire. È il capitolo più importante senza il quale, anche una notizia di questa portata, rilanciata come breaking news in tutto il mondo, rischia di essere ridotta a mero scoop giornalistico privo di qualsivoglia potere rivoluzionario che invece avrebbe eccome.

Sì, perché Matteo Messina Denaro non era solamente uno dei boss più influenti di una delle mafie più potenti del mondo, ma è anche il depositario di segreti che vanno ben oltre le vicende di mafia in senso stretto e che riguardano molti dei misteri irrisolti di questo Paese: dalle Stragi del 1992 costate la vita ai giudici Falcone e Borsellino, alla misteriosa sparizione della famosa agenda rossa di quest’ultimo; dagli attentati del 1993 a Milano, Firenze e Roma, fino alla verità sulla famigerata e presunta trattativa Stato-mafia. Nel mezzo, poi, massonerie e servizi segreti deviati, omicidi e sparizioni irrisolte, ed il cosiddetto archivio di Totò Riina di cui Messina Denaro sarebbe in possesso e che renderebbe pezzi dello Stato fortemente ricattabili.

Se come Paese oggi dobbiamo gioire per un risultato certamente straordinario conseguito dalle nostre forze dell’ordine, non possiamo permetterci il lusso di pensare che la lotta alla mafia si chiuda con l’arresto di Matteo Messina Denaro. Non è stato così con l’arresto di Riina, non è stato così con l’arresto di Provenzano; e non perché, come normalmente si dice, preso un boss se ne fa un altro, ma perché – vuoi per un motivo, vuoi per un altro – non si è mai riusciti ad ottenere tutte quelle informazioni cruciali che potrebbero davvero scoperchiare il vaso di Pandora una volta per tutte e che darebbero realmente lo slancio necessario affinché si possa concretizzare il tanto auspicato cambiamento culturale alla base della lotta a tutte le mafie. Perché, se è vero – e lo è – quello che diceva Giovanni Falcone e cioè che

La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine

oggi possiamo sicuramente partire dagli applausi della gente di Palermo ai Carabinieri del Ros, che portavano via Matteo Messina Denaro, perché ciò dimostra come anche un gesto all’apparenza banale ed istintivo, può nascondere un significato profondo e trasformarsi in un messaggio potentissimo e rivoluzionario: è il simbolo della perdita di quel consenso sociale sul quale, da sempre, ogni mafia fonda il suo potere.

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