Parola d’ordine: consenso

Redazione Ianua

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Che sia implicito, esplicito, scritto oppure orale, il consenso è sempre necessario. Come la parola d’ordine permette di accedere a determinati contesti e informazioni, così il consenso tra due persone che stanno per condividere una pratica sessuale permette loro di non invadere l’altrui sfera personale, reciprocamente.

Spesso, però, accade che manchi il consenso a determinati atti e questa invasione si traduce in varie forme di reato. Nel corso Non solo violenza sessuale. La tutela della persona e altri reati vengono affrontate le configurazioni dei reati che ruotano attorno all’assenza di qualsiasi forma di benestare da parte di chi è destinatario di questi comportamenti illeciti: il reato di atti persecutori, il reato di molestia, il reato di diffusione di immagini o video sessualmente espliciti e il reato di violenza sessuale.

Esplorando le tappe della giustizia penale (pene previste, clausole di salvezza e sentenze di Cassazione) è possibile riconoscere, distinguere e prevenire queste condotte, assicurandosi che nessuno sia costretto a fare qualcosa che non vuole.

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